Gli anni del consenso al regime fascista a VogheraLa
Voghera del quindicennio 1925-1940 è rivisitata non secondo la consueta
successione cronologica degli eventi, bensì trasversalmente, attraverso
i problemi incombenti sulla città e affidati, di principio e per
dovere, alle pubbliche istituzioni, e nei fatti abbandonati alle
generali inerzie.
Guida accurata nella ricostruzione dello storico
Gilberto Garbi è il “Giornale di Voghera”, diretto dal giovane e
coraggioso avvocato Umberto Sampietro.
Negli anni del consenso al
regime fascista, Sampietro punta lo sguardo sull’attività
dell’amministrazione locale, lasciando sullo sfondo la politica
nazionale: necessità e scelta di stile che gli permette di manifestare
la propria voce fuori dal coro nella sola direzione possibile.
Per
il giornale l’informazione è un servizio prestato alla cittadinanza
nell’interesse comune, anche a costo dello scontro con il potere.
Si
tratta di autentiche “battaglie”, quali il caro vita (affitto,
vestiario, alimentari), l’urbanistica (piano regolatore che doveva
risanare il centro storico, abbattendo, restaurando, costruendo e
regolamentare la crescita delle periferie, ecc.), la monumento ai
Caduti (intesa come edificio memoriale utile per tutta la città, vale a
dire scuola professionale), la direttissima Milano-Genova attraverso
l’Appennino e la Voghera-Varzi, la restaurazione dei valori morali.