Dal 1972 ad oggi
La Cooperativa Editoriale Oltrepò - Società cooperativa a
responsabilità limitata - viene costituita il 14 gennaio 1972 con
finalità mutualistiche, sociali, culturali e di informazione.
Come
da Statuto (art. 4), intende "produrre e diffondere pubblicazioni con
un preciso contenuto culturale che tenda alla elevazione sociale ed
intellettuale dei lettori".
Al primo presidente, on. Umberto
Sampietro (voce cattolica, autonoma rispetto alla posizione ufficiale
della diocesi, che riserva una particolare attenzione ai giovani),
succedono, nell'ordine, il prof. Pietro Cristiani e Antonio Airò,
giornalista: la casa editrice, profondamente radicata nel territorio,
si aggiorna via via su problematiche attuali e molteplici interessi
(che hanno settimanale espressione nel "Giornale di Voghera"), e
persegue una stampa “ben fatta tecnicamente, letterariamente,
moralmente”.
Il catalogo, dopo quarant'anni,
presenta una gamma diversificata di proposte, in linea con gli studi e
la ricerca scientifica, senza trascurare gli aspetti della divulgazione
e il piacere della lettura.
Il presente
I caposaldi della nostra proposta editoriale Pubblichiamo
narrativa, cioè storie, e poesia. La narrazione è intrattenimento,
affidato all'osservazione e alla fantasia e al ritmo della scrittura:
appassiona i ragazzi, interessa gli adulti e ottiene consenso.
Saggistica
e letteratura religiosa riguardano parte della produzione Ceo: serietà
di proposte, testimonianze di fede e di vita riflettono l'orientamento
della casa editrice fin dai suoi inizi.
I libri, nella loro diversità, si integrano in un'unità di indirizzo.
E'
soprattutto nel campo della storia locale, dell'archeologia, della
dialettologia che si manifestano gli intendimenti scientifici che
stanno alla base di ricerche apprezzate a livello universitario.
E'
valido per la Ceo quanto scrive Carlo Dossi di Zenevredo nelle Note
azzurre: "L'uomo che sa leggere parla cogli assenti, e si mantiene in
vita gli estinti. Egli è in comunicazione con l'universo - non conosce
la noja - viaggia - s'illude. Ma chi legge e non sa scrivere è un muto".